Superbonus 110 e certificazioni necessarie

Abbiamo già parlato in un precedente articolo del nuovo Superbonus del 110%, una detrazione fiscale del 110% contenuta del Decreto Rilancio.

Chiunque vorrà sfruttare questa ottima occasione per effettuare i lavori ed usufruire del Superbonus dovrà però fare i conti con la burocrazia, sono infatti tante le certificazioni che servono per ottenere l’agevolazione.

Grazie alla pubblicazione dei decreti attuativi del Mise sui requisiti tecnici e sulle asseverazioni e del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sullo sconto in fattura e la cessione del credito possiamo ora vedere nel dettaglio quale sarà la documentazione richiesta per ottenere il Superbonus 110%.

Prima di tutto, per quanto riguarda i lavori in condominio che interessano parti comuni degli edifici servirà la delibera dell’assemblea condominiale.

A tal proposito nell’articolo 63 del decreto Agosto, che si riferisce alla norma del Rilancio che istituisce il Superbonus, recita:

«Le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al presente articolo sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio».

Dopo aver superato questo primo stacolo rappresentato dall’approvazione dei lavori da parte dell’assemblea condominiale, possiamo dare una rapida occhiata a tutta quanta la documentazione che bisognerà presentare per poter ottenere la detrazione fiscale dell’Ecobonus:

– Ape dello stato iniziale;
analisi preventiva e fattibilità (ovvero se avviene il salto di 2 classi energetiche);
– Autodichiarazione del cliente che attesti di eventuali precedenti bonus casa di cui ha usufruito negli ultimi 10 anni;
– Visura catastale;
– Relazione tecnica ai sensi della legge 10/1991;
– Pratica edilizia;
– Dichiarazione di conformità edilizia e urbanistica;
– Prospetti in dwg;
– preventivi e/o computi metrici;
– Dati e trasmittanza serramenti sostituiti;
– Documentazione fotografica intervento;
– Certificazioni serramenti nuovi;
– Dati e certificati nuovi oscuranti;
– Schede tecniche materiali acquistati e dichiarazione di corretta posa;
– Comunicazione inizio lavori;
– Preventivi e/o computi metrici;
– Fatture SAL e computi metrici quantità realizzate;
– Documentazione fotografica e Sal;
– Asseverazione modulo allegato 2 comma 13 dell’articolo;
– Scheda descrittiva dell’intervento;
– Ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda;
– Preventivi e/o computi metrici;
dichiarazione di fine lavori;
– Ape stato finale;
– Fatture e computi metrici quantità realizzate;
– Documentazione fotografica a fine lavori;
– Asseverazione modulo allegato 1 comma 13 articolo 119 Dl 34/20;
– Segnalazione certificata di agibilità;
– Scheda descrittiva dell’intervento;
– Ricevuta informatica con il codice identificativo della domanda.

Una quantità di documenti piuttosto impressionante che andranno presentate durante tutta la fase dei lavori, hanno la funzione di sventare eventuali truffe che si potrebbero compiere ai danni dello stato presentando richieste di incentive fasulle con documentazioni di lavori false.

Ma vediamo qualche punto più nello specifico.

Come già riportato nel precedente articolo, l’aspetto principale da tenere in considerazione per poter ottenere gli incentivi è il miglioramento della classe energetica che dovrà essere di almeno due classi o dovrà raggiungere la classe energetica più alta.

Prima di procedere con i lavori ci servirà quindi l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).

Questo attestato viene rilasciato da un tecnico abilitato come “dichiarazione asseverata” prima e dopo l’inizio dei lavori.

Il tecnico dovrà anche asseverare il rispetto dei requisiti previsti dal decreto attuativo MEF-Mise, prendendo anche in considerazione la congruità dei limiti di spesa.

Una volta ottenuta questa asservazione andrà trasmessa all’Enea tramite apposita comunicazione telematica.

Va ottenuto anche il visto di conformità, al quale sono vincolati la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura, per le cui specifiche tecniche bisogna consultare il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda i costi, servirà una dichiarazione sostitutiva d’atto notorio con cui si dichiara che le spese sostenute o da sostenere saranno a proprio carico.

Saranno necessarie altre due dichiarazioni sostitutive d’atto notorio: una per dichiarare che l’immobile non viene utilizzato per attività di imprese o professionale, l’altra per la produzione dei documenti per il trasferimento del credito di imposta.

Nel caso di richiedenti non proprietari e titolari di diritti reali, serve la busta paga mensile, il contratto di lavoro o comunque una documentazione che attesti il possesso di reddito nell’anno in cui si sostengono le spese.

Infine, se previsto, serve il titolo edilizio o autocertificazione inizio/fine lavori.

Avevamo trattato anche l’argomento del Sismabonus, ovviamente anche per poter ottenere gli incentivi in seguito all’effettuazione dei lavori finalizzati al miglioramento dell’antisismicità del proprio immobile andrà consegnata la necessaria documentazione.

Basterà documentare tramite asseverazione tecnica l’efficacia degli interventi effettuati.

I certificatori devono anche stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile.

Il massimale non potrà essere inferiore a 500.000 euro e dovrà essere adeguato al numero delle asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi.

E’ inutile dire che la mancanza di queste certificazioni o la non veridicità delle stesse comporta l’esclusione dal Superbonus.

Bisogna fare quindi attenzione perchè sono previste delle sanzioni nel caso in cui si dovesse richiedere il Superbonus senza averne diritto, l’Agenzia delle Entrate infatti emetterebbe una multa.

Nel caso di documentazione falsa invece, sono previste sanzioni amministrative e se il fatto dovesse costituire anche un reato si andrebbe incontro a sanzioni penali.