Limite ai pagamenti in contante, le novità da luglio

La Finanziaria per il 2020 prevede una progressiva riduzione dell’uso del contante per pagamenti di beni e servizi, dal primo Luglio 2020 verranno infatti imposti nuovi limiti ai pagamenti in contanti: la soglia per l’uso del contante verrà ridotta a 1.999,99.

Dai 2000 euro in su, perciò, sarà obbligatorio utilizzare strumenti tracciabili dal Fisco come per esempio bancomat, carta di credito, assegni e bonifici.

La sanzione amministrativa per chi non rispetta i nuovi limiti va da un minimo di 3.000 euro a un massimo di 50.000. E’ importante ricordare che nella violazione sono coinvolti entrambi gli attori, ovvero chi effettua il pagamento e chi lo riceve.

Per quanto riguarda invece i versamenti e i prelievi fatti sul proprio conto corrente, dal momento che non si tratta di trasferimento di denaro tra soggetti diversi non è previsto nessun limite.

Il limite all’utilizzo del denaro contante, quale che ne sia la causa o il titolo, vale anche quando il trasferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati (ai sensi dell’art. 1 comma 2 lett. v) del DLgs. 231/2007, per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti dal DLgs. 231/2007, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in 7 giorni, ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale).

Per tali trasferimenti è necessario ricorrere a banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

I professionisti, inoltre, sono obbligati a comunicare alle competenti Ragionerie territoriali dello Stato le infrazioni alle violazioni dei limiti di utilizzo del denaro contante delle quali acquisiscano notizia nello svolgimento della propria attività ex art. 51 comma 1 del DLgs. 231/2007.
La comunicazione non va effettuata quando oggetto dell’infrazione è un’operazione di trasferimento segnalata come operazione sospetta di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo (art. 51 comma 3 del DLgs. 231/2007). Ad ogni modo, a fronte dell’abbassamento della sanzione minima edittale per chi, dal 1° luglio 2020, commetterà l’illecito in questione, nessuna riduzione è prevista per i destinatari degli obblighi antiriciclaggio che omettano di comunicare l’infrazione. Per essi, infatti, la sanzione minima rimane di 3.000 euro (art. 63 comma 5 del DLgs. 231/2007)